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Cisgiordania, Medici Senza Frontiere denuncia il rischio di pulizia etnica tra sfollamenti e violenze

Cisgiordania (martedì, 9 settembre, 2025) — Medici Senza Frontiere (MSF) lancia un allarme grave sulla situazione in Cisgiordania, dove il rischio di pulizia etnica sta aumentando in modo significativo a causa degli sfollamenti forzati e delle violenze perpetrate da forze israeliane e coloni. Nel corso del 2025, MSF ha documentato politiche volte a cacciare i palestinesi dalle loro terre, ostacolandone il ritorno, in un contesto di sofferenze ormai normalizzate dopo 36 anni di assistenza medica e psicologica in Palestina. L’organizzazione chiede agli Stati terzi, in particolare a quelli con legami con Israele, di intervenire per fermare queste pratiche e porre fine all’occupazione, definita illegale dal diritto internazionale.

di Francesco Iuele

La situazione si aggrava con piani come quello di insediamento E1, che isolerebbe la Cisgiordania in due parti, compromettendo ogni prospettiva di futuro per i palestinesi. Dall’inizio dell’anno, 40.000 persone sono state sfollate con l’operazione militare Iron Wall nel nord della Cisgiordania; scuole, case e centri sanitari sono stati distrutti e i campi profughi saccheggiati, con la probabilità che questi sfollamenti diventino permanenti. MSF ha attivato team mobili per fornire assistenza in 42 siti tra Tulkarem e Jenin. Solo ad aprile e maggio 2025, 246 persone tra cui molti bambini sono state costrette a lasciare le proprie case nella provincia di Hebron, una delle aree più colpite dalle demolizioni.

La violenza dei coloni, spesso impunita e protetta dall’esercito, continua a causare sfollamenti e limitazioni alla libertà di movimento, con conseguenze pesanti sull’accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione e al lavoro. Tra dicembre 2024 e febbraio 2025 sono stati istituiti 36 nuovi posti di blocco, mentre i temporanei sono passati da 116 a 370 nei primi mesi del 2025, ostacolando gravemente la vita quotidiana dei palestinesi. Un altro problema critico è la drastica riduzione della fornitura idrica nella provincia di Hebron, dove oltre 800.000 persone sono state colpite da tagli all’acqua. MSF ha risposto con interventi d’emergenza, ma la situazione resta estremamente critica.

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Last modified: Settembre 9, 2025
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