Scritto da 6:34 pm Sassuolo, Cronaca, Top News

Crisi ceramica: tra dazi, energia e concorrenza sleale, il sindacato propone la via della partecipazione

Sassuolo (giovedì, 16 ottobre, 2025) — Sul distretto ceramico emiliano si stanno addensando nubi sempre più scure. L’aumento dei costi energetici, la crisi del mercato tedesco, i nuovi dazi statunitensi e la concorrenza indiana fuori da ogni standard europeo stanno mettendo a dura prova uno dei comparti manifatturieri più strategici del Paese. A lanciare l’allarme è Massimo Muratori, segretario generale di Femca Cisl Emilia Centrale, che propone un cambio di paradigma: “Serve un patto nuovo tra capitale e lavoro. La risposta è nella partecipazione attiva dei lavoratori alla vita dell’impresa”.

di Francesco Iuele

Il quadro è preoccupante: le aziende del distretto pagano il 64% in più di elettricità rispetto alle concorrenti spagnole e il 44% in più rispetto a quelle francesi. Sul fronte del gas, il gap con la Spagna è del 12%. Intanto, negli Stati Uniti – mercato che assorbe circa il 10% dell’export ceramico – i dazi rischiano di raddoppiare, con una potenziale perdita di 52 milioni di euro all’anno per il comparto. In Germania, altro mercato chiave, i permessi edilizi sono crollati nel 2024 ai minimi da quindici anni, mentre la concorrenza dell’India si fa sempre più aggressiva grazie a prezzi ultra-competitivi e standard ambientali e salariali molto più bassi.

Il sistema ETS europeo, che impone alle aziende di acquistare quote per le emissioni di CO₂, si sta rivelando un ulteriore freno agli investimenti: nel 2024, il distretto ha tagliato del 20% le spese in ricerca e sviluppo.

Per Muratori, la via d’uscita è in un nuovo protagonismo del lavoro, attraverso tre strumenti previsti dalla legge 76/2025: partecipazione preventiva su scelte strategiche, gestione condivisa di aspetti tecnici come energia e turnazioni, e comitati paritetici per l’efficienza interna.

Il segnale arriva anche dalle fabbriche: in Florim, colosso del settore, Femca Cisl è tornata primo sindacato dopo dieci anni, con sei delegati eletti su undici. “È la prova che il cambiamento è possibile quando si sceglie la strada del dialogo, dell’innovazione e della responsabilità condivisa”, conclude Muratori.

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Last modified: Ottobre 16, 2025
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