Sassuolo (martedì, 30 settembre, 2025) — Il Consiglio Comunale di Sassuolo ha approvato un Ordine del giorno che esprime una chiara posizione di contrarietà al piano di riarmo europeo ReArm Europe/Readiness 2030 e all’aumento delle spese militari previsto dagli accordi NATO. Il documento, presentato dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, si schiera in favore della diplomazia e della pace, rifiutando l’idea che il futuro dell’Europa debba passare attraverso la corsa agli armamenti.
di Francesco Iuele
Il piano ReArm Europe, inserito nell’ambito delle strategie europee di difesa e sicurezza, prevede un massiccio potenziamento degli investimenti militari da parte degli Stati membri dell’Unione Europea, in linea con quanto richiesto anche dalla NATO, che mira a portare la spesa per la difesa fino al 5% del Prodotto Interno Lordo. Un obiettivo che, secondo i firmatari dell’Ordine del giorno approvato a Sassuolo, distoglie risorse fondamentali da settori strategici come la sanità, l’istruzione, l’ambiente e le politiche sociali.
Durante la seduta consiliare è stato ribadito come una politica fondata sulla deterrenza e sull’escalation militare rischi di compromettere la sicurezza stessa dei cittadini, alimentando tensioni e conflitti piuttosto che prevenirli. Il Movimento 5 Stelle ha evidenziato la necessità di investire invece in percorsi di dialogo internazionale, cooperazione tra popoli e strumenti di diplomazia attiva, come previsto dalla Costituzione italiana all’articolo 11.
L’approvazione dell’Ordine del giorno da parte del Consiglio rappresenta un segnale politico forte, che si inserisce in un più ampio dibattito nazionale ed europeo sulla legittimità e le priorità delle spese militari. Sassuolo si unisce così ad altri enti locali che negli ultimi mesi hanno espresso preoccupazione per l’indirizzo sempre più militarizzato delle politiche europee, chiedendo un’inversione di rotta che ponga al centro la pace, la giustizia e il disarmo.
Il documento sarà trasmesso al Governo, al Parlamento e alle istituzioni europee, affinché venga ascoltata anche la voce dei territori in un tema tanto delicato quanto cruciale per il futuro dell’Europa.
Last modified: Settembre 30, 2025


